IL MANIFESTO DELLA CUCINA POP
Esiste una Babele di linguaggi della
contemporaneità della cucina.
Si mangia e si cucina ovunque nel pianeta.
La gastronomia e l’attenzione ad essa è planetaria.
La cucina POP è un'esigenza,
una proposta e una conferma.
POP è il diminutivo di "popolare",
non come attività del popolo o per il popolo ma,
una cucina possibile, accettabile e comprensibile.
Solo così potrà essere veramente "popolare"...
La cucina POP attinge dall'universo del quotidiano
e dalla galassia dell'esperienza di ognuno.
La possibilità dello scambio.
La cucina POP non è economica,
non è cibo pronto
tanto meno artificiosamente artigianale,
ma si riconosce la cura di chi lo fa e di chi la gode.
Una cosa buona e accettabile.
Un cuoco POP semplifica e
sfronda il merchandising di un piatto
in qualcosa di "ben fatto".
Un cuoco POP sa interagire
nella ricerca del piatto perfetto,
cucinato bene e con gioia senza cadere
in facili retoriche e in un qualunquistico pourparler.
ma, sfruttando in pieno le memorie storiche,
il flusso delle conoscenze,
la maggiore facilità di comunicazione,
il dialogo sui valori.
Ogni cultura è competitiva
sia nell’uso delle tecniche che nelle tradizioni.
Quindi, ci attende un bellissimo panorama
pieno di creatività
che scaturisce da tutte le parti del mondo,
senza scivolare nella famigerata globalizzazione
o fusioni varie.
Abbiamo tutti a disposizione degli strumenti,
cuochi e uomini di gusto,
ognuno li applica e li combina
per esplorare le proprie radici.
Nasce così il manifesto della sintesi della cucina POP...
Buon Appetito!!
Mario Avallone
10 maggio 2008

